lunedì 3 dicembre 2012

Photograph

a.k.a. "cosa si vede dalla mia finestra"

Ieri ho pensato di ritrarre lo splendido tramonto che si vedeva da casa mia. Non ci sono altre parole. Enjoy it!












domenica 28 ottobre 2012

St Alfonzo's Pancake Breakfast

alias: i fantastici pancakes italiani di casa Ruston

La mia famiglia è italo-americana, si fa per dire. Mia madre è di San Francisco e mio padre di Sorrento, io vivo in Italia e all'occorrenza mi caricano su un aereo per andare a trovare granny, la mia adorabile nonnina statunitense. E un qualche milione di cugini e zii e parenti vari che vivono dall'altra parte dell'oceano.
Questa introduzione sulla mia famiglia non c'entra molto. Riproviamo.
Mi piace tanto il cioccolato.
Ecco, così va meglio.
Odio cucinare.
Queste due simpatiche proposizioni, apparentemente insensate, vi faranno capire esattamente come si è svolto il mio sabato pomeriggio. Era una giornata triste, uggiosa, deprimente. La pioggia cadeva così forte che se ne sentiva il rumore persino in una casa con 5 inquilini e due cani!
Insomma, mi annoiavo. E avevo fame, che è una costante nella mia vita.
Altra proposizione fondamentale: mia madre odia fare la spesa. Lei è una da grandi supermercati enormi e acquisti su internet. Avete presente il programma che fa su "real time", pazzi per la spesa? Immaginate mia madre lì dentro e avrete una rappresentazione realistica del mio frigorifero quando siamo in Italia: vuoto. Nel senso che lei rimarrebbe volentieri lì dentro per sempre e quando siamo a Sorrento si deprime. Non che non ci sia qualche discreto negozio dove fare la spesa, ma niente che la soddisfi pienamente, così fa lo sciopero delle vivande.
Ora: il mio stomaco si trovava davanti a due problemi: la fame e l'impossibilità di trovare qualcosa di commestibile in casa che fosse già pronto da addentare. E per una persona che ha sempre fame, questo è un disastro, perchè l'appetito è sempre insindibilmente legato alla pigrizia.
Per mia fortuna è giunta in mio soccorso mia sorella Rory, sempre prodiga di buone idee. O annoiata quasi quanto me.
E così abbiamo pensato di preparare i pancakes con la ricetta di granny. E vissero tutti felici e contenti.
In realtà, l'idea in sè non era male, il problema eravamo io e Rory. Imbranate, con dei seri dubbi su come si separino gli albumi dai tuorli e senza un pentolino apposito per fare i pancakes a forma di orsetto. Il sangue a stelle e strisce che scorre nelle mie vene non sarebbe mai bastato per ovviare a tutto ciò.
Per mettere fine al racconto dell'orrore, vi lascio delle foto dei nostri manicaretti. D'accordo, anche l'occhio vuole la sua parte e sono davvero bruttini da guardare, ma vi posso assicurare che il sapore è delizioso. Non tanto da competere con quelli della nonna, ma non sono passate neanche 24 ore e sono già finiti. Non soltanto perchè i miei fratelli sono molto voraci.
Be slurp!


















Nb: sono riuscita a fotografarne solo uno, sebbene ne abbiamo preparato una pila alta quando l'Empire. Non ne ho avuto il tempo.
Nbb: non avendo fatto la spesa, in casa non c'era neanche un goccino di sciroppo d'acero. è stato subito rimpiazzato dalla nutella. Gnam! 


XXX
Peyton

lunedì 27 agosto 2012

"Mr. Cellophane": la tragica avventura dei libri usati



Quando il calendario inizia a segnare gli ultimi giorni di agosto, vado sempre in panico. Primo, perchè l'estate sta finendo, e questa è già una tragedia abbastanza considerevole. Secondo, come immediata conseguenza, la scuola comincerà tra esattamente 18 giorni.
In ultima istanza, ciò che mi assilla in questo periodo è mia madre che mi intima di liberarmi dell'enorme pila di libri dell'anno precedente che, così come non li ho mai usati, non dovrei più usare quest'anno.
Per tutta l'estate quei libri giacciono abbandonati nello studio, buttati alla rinfusa e alcuni ancora nello zaino. In qualche noiosa giornata di luglio avrò anche pensato di dar loro una sistemata, idea subito accantonata per la legge che vieta di toccare i libri scolastici quando si è in vacanza. Quando mi prendono questi attacchi di pulizia da brava alunna e figlia modella, per rinsavire di solito prendo una bella bibita ghiacciata e la nuova copia del Topolino o di Vogue e me ne vado in terrazzo a sdraiarmi al sole. Non c'è niente di meglio per curare la sindrome da brava ragazza.
Tuttavia, quando la fine di agosto si avvicina, il mio confronto con "loro" è ormai inevitabile. Innanzitutto perchè mia madre si affretta ad andare a Napoli a comprarmi i nuovi libri a un prezzo più vantaggioso (?) e diventa necessario trovar loro un posto nella mia libreria strapiena.
Così, mi tocca tirarli fuori dallo zaino, censire quelli che vanno conservati "nell'eventualità mi servano in futuro" (bah...), quelli in condizioni così pietose da non essere degni neanche dell'immondizia e quelli, pochi, che sono ancora in grado di essere venduti come usato accettabile. Ovverosia, quelli che conservano più o meno tutte le pagine e un accenno di copertina.
Ma la domanda che mi tormenta, dopo aver compiuto la selezione, è "e ora che me ne faccio?". Chi di voi frequenta la scuola superiore può capire le mille difficoltà che incontra un libro usato a diventare il libro nuovo di qualcun altro. Nessuno li vuole!
Io sono stata fortunata - relativamente- perchè la maggior parte dei libri li ho sempre comprati da mia cugina, che frequenta la mia stessa scuola, stessa sezione, un anno avanti a me. O meglio, lei è stata fortunata perchè ogni anno aveva un'acquirente sicura.
Ma io, povera proprietaria asociale di libri, non conosco quasi nessuno dei ragazzi della mia scuola più piccoli di me. Come se non bastasse, dopo aver consultato la lista dei libri in adozione, mi sono resa conto che sono completamente cambiati a distanza di un solo anno. Anzi, nove mesi.
Com'è possibile ciò?
La mia famiglia spende in media almeno 600 euro all'anno per ogni figlio per acquistare i libri. Si spera che l'anno dopo, dalla vendita dell'usato, si ricavino almeno 100 euro per compensare la spesa, e invece tutto ciò che ricaverò quest'anno saranno circa 15 euro.
Ma dico io - e diceva anche il telegiornale qualche giorno fa- che bisogno c'è di cambiare il libro di matematica ogni anno, adottando la nuova edizione aggiornata e modificata e con la copertina dorata? Sono stati fatti aggiornamenti fondamentali di cui ignoro l'esistenza? Due più due non fa più quattro e i triangoli non si disegnano più con tre lati?
Dante è per caso tornato in vita per modificare il verso n. 39 del Purgatorio e ora tutti gli alunni devono imparare la nuova versione? Napoleone è stato trovato naufrago a Sant'Elena per poi morire il 29 febbraio a Ibiza?  Nerone ha deciso di non incendiare Roma perchè è diventato vegetariano e non apprezza la carne alla griglia? (questa è cattiva...)
Ma fatemi il favore!!
Come se non bastasse, quando mia sorella ha fatto l'esame di Stato, a giugno, i professori si sono lamentati che gli argomenti delle tesine fossero banali e monotoni... ma se i programmi sono sempre gli stessi, perchè i libri si devono cambiare?
In ogni caso, io sono temeraria e non mi arrendo. Ho già consultato le liste dei libri di tutte le scuole della penisola e ora sono alla ricerca di un elenco di nomi e indirizzi di tutti gli studenti da Sorrento a Vico per perseguitarli con le mie offerte imperdibili. Sono una stalker, insomma.
Non contenta di riuscire a vendere solo 3 libri - se trovo chi se li compra- mi sono anche data al commercio via Internet. Peccato che lui non ricambi il mio amore.
Ho visitato vari siti e mi sono registrata a tutti (ho pensato, chissà che con la registrazione mi accettino più facilmente nella loro cricca e si prendano i miei tomi vecchi e stravecchi).
Il primo tentativo è stato http://www.libraccio.it/ . Sito davvero geniale: ti registri, mandi una lista dei libri che vuoi vendere e loro se li vengono a prendere senza farti troppe domande. Ti pagano come ti pare - tranne che in natura- e con i soldi guadagnati puoi anche acquistare nuovi libri con uno sconto del 10%. Con una spesa di almeno 29€ la spedizione dei libri comprati è gratuita e con almeno 39€ ti danno il diario in omaggio. Perfetto, insomma.
L'unica pecca è che i libri miei non se li fila nessuno. Ho passato un pomeriggio intero ad inserire codici isbn (cosa mica facile, considerando che sono 13 cifre e i miei occhi non sono proprio da falco...) per poi veder comparire,  dopo ogni operazione, la simpatica scritta "siamo spiacenti, non siamo interessati all'acquisto del tuo libro". Gli unici a cui "siano interessati" sono il libro di inglese e di letteratura italiana, pagati rispettivamente 22 e 37 euro e per i quali mi darebbero la modica cifra di 15 euro. Tolte le spese di spedizione, mi resta 1 euro e 29 centesimi -.-' .
Tuttavia, sono ancora convinta che questo sito sia perfetto per chi non ha dei libri come me, impopolari e antichi.




Tom Tom: Destinazione Paradiso

Sei in vacanza a Sorrento e non sai dove andare?
Ti hanno consigliato un locale che non ti convince?
Non riesci a trovare un indirizzo?
Vuoi qualche consiglio e non trovi una risposta specifica nel blog?

Chiedi qui! 
Peyton sarà pronta a risponderti, nei limiti delle sue conoscenze. O nella possibilità di ampliarle.

Pizzeria Da Cardone

C'è la mia amica Rosa che quando parliamo di dove andare la sera tira fuori sempre la stessa frase "facciamo qualcosa di diverso!". Il che è apprezzabile, se non fosse che lei esce di casa una sola volta a settimana, pertanto avrà visto sì e no tre ristoranti e quattro rosticcerie in tutta la penisola. Trovare "qualcosa di diverso" dovrebbe essere piuttosto facile, e infatti ci riusciamo spesso, e lei si lamenterebbe in ogni caso.
Ieri sera, la fortuna ha voluto che disponessimo di una macchina e anche di qualcuno in grado di portarla, quindi abbiamo deciso di ampliare notevolmente i nostri orizzonti e andare alla Pizzeria Da Cardone, a Vico Equense. 
L'indirizzo, lo trovate anche sul sito, è Via Le Pietre, 19. Sembrerebbe una via sconosciuta a coloro che di Vico conoscono solo la fontana e la stazione, invece no. Venendo da Meta, basta percorrere Via Raffaele Bosco (la strada che costeggia il parco giochi e la chiesa) e, all'incrocio, prendere la strada opposta a quella che porterebbe alla fontana. Svoltare a destra, insomma.
Pochi metri e vi vedrete spuntare davanti l'enorme insegna della pizzeria. Anche parcheggiare è piuttosto semplice, il ristorante ha uno spazio apposito per macchine e motorini, ma noi l'abbiamo trovato pieno. In ogni caso, lungo la strada un angolino dove abbandonare la macchina si trova, specialmente se avete con voi un uomo disposto a camminare per un chilometro per andare a recuperarla e riportare te, donzella, a casa.
All'inizio mi sono sentita un po' spaesata. E dispiaciuta. Mi spiego, io non sono affatto il tipo da tavola calda. Non sono neanche una da ristorante di lusso perchè non posso permettermelo, ma mi piacciono i locali ben sistemati e bene arredati. Mi piace che ci sia una bella atmosfera, rilassata e silenziosa per quanto possibile (quella che, di solito, non c'è in un fast food!) ma soprattutto mi piace che a tavola ci sia almeno una forchetta e un tovagliolo. Non pretendo certo un servizio di cristallo e porcellana, ma quando ho visto la tovaglia di carta e i vassoi (cioè, i vassoi sanno di Mc Donald's ma anche di rancio della mensa) mi sono un po' scoraggiata. Non volevo mangiare in una topaia con condizioni igieniche pessime.
Tuttavia, mi sono ben presto resa conto che la mia impressione era del tutto sbagliata. La mia amica Paola ci ha spiegato che si mangia sì con i vassoi, ma in compenso non si paga nè coperto nè servizio (alias la piaga della maggior parte dei ristoranti sorrentini, dove il coperto può arrivare anche a 2-3 euro e i posti dove non si paga sono richiestissimi proprio perchè è come cercare un ago in un pagliaio).
Inoltre, la pizza era buonissima. Ma davvero buona buona buona buona!
I vassoi ovviamente hanno il loro perchè: si arriva, si ci siede e poi si va a ordinare la pizza alla cassa. La scelta di gusti è piuttosto bene assortita, è la mia che fa piuttosto pena (in genere ho un massimo di tre gusti di pizza preferiti e li alterno). Le pizze non sono a piatto ma a metro, ma anche questo è un vantaggio perchè si mangia di più spendendo meno. Per intenderci, noi eravamo in 6 e abbiamo preso tre mezzi metri (circa 8-10 fette ciascuno) e abbiamo mangiato tutti a sazietà. Paola ha anche aggiunto che le pizze erano più piccole rispetto alle altre volte in cui era andata a mangiare lì.
Dopo aver ordinato le pizze, si paga e insieme allo scontrino ricevi un numeretto, proprio come all'asl! Un microfono poi chiama i vari numeri man mano che sono pronti e tu puoi aspettare di ritirare la pizza comodamente al tavolo. Ovviamente è possibile anche ordinare da asporto.
Nonostante ci fossero davvero tante tante persone (la pizzeria è molto grande e consta di circa tre locali separati, che erano quasi tutti pieni), nel giro di 15 minuti la voce ha chiamato i numeri dal 53 al 75, che era il nostro.
Ho assaggiato qualche fetta di pizza quattro formaggi ed era deliziosa: si sentivano tutti i formaggi, mentre in genere per risparmiare tempo alcuni non fanno che mettere un sottile e striminzito strato di mozzarella sulla pizza. Il gorgonzola, che io adoro, era onnipresente. Davvero ottima.
La margherita era ancora più buona, sebbene non avesse un bell'aspetto perchè era fatta con i pelati e non con il sugo. Insomma, c'erano quei piccoli addensamenti di pomodoro in alcuni punti, ma il gusto era eccellente. Difficilmente si trova una pizza margherita tanto buona, con il giusto equilibrio tra pomodoro e mozzarella e pasta.
Per concludere, abbiamo pagato cinque euro a testa, bibite escluse (in ogni caso con un'acqua e una cocacola grandi te la cavi sempre alla grande!). Il prezzo di un metro di margherita è 16 euro, quindi il mezzo metro costa 8 e ci mangiano tranquillamente due persone, con almeno 4 fette a testa. Le altre pizze costano tutte intorno ai venti euro, il che è un prezzo ragionevole visto che sopra puoi metterci tantissime cose. (Paola ha preso un'ortolana con sopra patatine e prosciutto e non so quanta altra roba!).
Insomma, davvero una bella scoperta. Non so se ci tornerò perchè non ho la macchina, ma è di certo un posto da non dimenticare per il futuro! Lo consiglio vivamente, perchè lo slogan "la vera pizza a Vico Equense" non potrebbe essere più azzeccato!

Vi lascio con il link del sito e le recensioni su Trip Advisor
e qualche foto, tratta dal web. Le fotografie non sono state scattate da me, bensì reperite liberamente usando un motore di ricerca.

Noi stavamo seduti da queste parti



martedì 21 agosto 2012

Aperti per ferie 2012



Aperti per ferie è un'iniziativa della Parrocchia di Casarlano, situata poco lontano dal comune di Sorrento (si raggiunge da Via degli Aranci o da S. Lucia, sono circa due chilometri). Ogni anno l'atmosfera è molto poetica e i personaggi incredibili e divertentissimi. Per quanto possa essere una frazione relativamente piccola, l'organizzazione è ottima. Basta guardare una locandina così fitta e per avere subito voglia di andarci!
Tra le presenze da notare assolutamente (e da andare a vedere!): ci sono sicuramente Gigi e Ross, il simpatico duo comico di "Made in Sud" il 24 agosto sono imperdibili!
Per chi non dispone di una macchina o di un'autista, hanno pensato anche a voi! La navetta parte da Sorrento e raggiunge Casarlano e viceversa. Ecco il link con gli orari.
Fate un salto a Casarlano almeno una sera, non ve ne pentirete!


lunedì 19 marzo 2012

Generazione zero

È iniziato il countdown!
Credo che morirò.

Ok, come al solito la mia chiarezza espressiva lascia attonita anche me.
dunque, sono troppo instabile mentalmente per fare un discorso comprensibile ma ci proverò.
Non mi ricordo se ho già parlato delle mie ambizioni per il futuro. Ora controllo... si, ok, qualche parola l'ho spesa. Ho citato vagamente il mio patetico tentativo di mandare il mio nome a un'università americana per l'ammissione al prossimo anno. Mio padre quando si ci mette sa essere molto convincente, potrebbe convincermi anche a scalare l'Everest e fare rafting nel Rio Grande in uno di quei giorni in cui tutto ciò che voglio è adagiare il mio sedere sul divano per non alzarlo mai più.
Ebbene, qualche annetto fa, frequentavo la terza liceo, il mio adorabile papino mi ha aperto un bel sito invitante sulle università americane: le opportunità, le facoltà,  i campus (anche se non fa rima con -à), le difficoltà (ecco!) e altre informazioni che date tutte insieme a una ragazzina che frequenta una scuola dove bisogna fare i doppi turni per assenza di spazio, possono nuocere gravemente ai sogni.
Ok, ho la cittadinanza americana. E allora? Ma papà era convinto che bastasse quella, oltre a un po' di buona volontà e tanti soldini. “Hai tutti i requisiti, no?” mi ha detto. Simpaticone.
Ho compilato tante di quelle carte, e sostenuto tanti di quei test, e cercato tante di quelle referenze che ho creduto che, a quel punto, la laurea me l'avrebbero data direttamente. Non sono neanche sicura di riuscire a riportare correttamente tutte quelle sigle e acronimi, perchè sono davvero un miliardo! Dovrebbero ampliare l'alfabeto, allora sì che ci divertiremmo.
Così io, stupida bambinetta ignorante, mi sono ritrovata a dover attestare il mio inglese e le mie conoscenze pregresse. Io, che a scuola avrò avuto massimo la media del -1! (ok, finta umiltà... )
Ho fatto l' ACT, il TOEFL, il TRENTATRéTRENTINIENTRARONOATRENTO e l'ABCASSIMPLEAS1,2,3 e una marea di fotocopie. Cioè, sono proprio dei ficcanaso questi americani, ci mancava solo che mi chiedessero quanti capelli ho in testa e l'andamento su un grafico  della crescita delle mie unghie dei piedi. E poi traduzioni, migliaia di traduzioni giurate.
Fortuna che le mie prime parole sono state in inglese, altrimenti come glielo traducevi “pappa” e “mami” in modo che corrispondesse perfettamente al significato in lingua originale? Insomma, c'è una bella differenza tra “mami” e “mom, mommy, ma, mama e mater”!
I test erano assurdi. Quello sulle conoscenze generali me l'aspettavo, del resto io 2 anni fa non avevo fatto neanche un quarto del programma di matematica, storia, biologia e quant'altro che mi era richiesto. Ma quello sull'inglese! Mi sono persino ritrovata a pensare, durante lo svolgimento “ma con che presunzione ti credi madrelingua, Peyton? Non conosci neanche paroline come “fremedon”, che tuttora non so che significhi e non sono certa fosse davvero inglese. Magari ho sbagliato aula e ho fatto il test di swahili avanzato. Cioè, eppure mio padre è uno di quegli americani acculturati, a casa mia lo slang è un'eresia e ogni tanto oso leggere Shakespeare in lingua originale. Cioè in aramaico.
Insomma, da che non ci credevo affatto in quest'utopia, mi sono ritrovata a fissare allibita il calendario rendendomi conto di aver letto da qualche parte che le risposte dell'università vengono inviate tra marzo e maggio. O forse era aprile. No, il 29 febbraio. Che poi quest'anno è stato bisestile, quindi non fa ridere.
Tutto questo perchè i test che ho fatto, immensamente incomprensibili, sono andati un tantino bene, e ho totalizzato un punteggio un tantino alto. E non me l'aspettavo mica!
Diciamo che, comunque andrà, è stata una bella soddisfazione. E poi, vuoi mettere con l'essere andata, nell'ultimo periodo, più volte negli states che al supermercato sotto casa mia? Come consolazione, mi basta eccome.
Un'ultima cosa, direi sia il caso di dirla. Il college in questione è stanford. No, non fa parte della Ivy League, ma chissene. Sono una ragazza di 18 anni con padre americano e madre italiana, ufficialmente residente in Italia dove vive da quasi 8 anni e senza un curriculum strapieno di volontariato e attività sportiva di quella che ti offrono solo nei licei americani. No, Yale e Harvard non stavano esattamente aspettando me.
Anzi, in realtà non è questo il motivo per cui non ho fatto richiesta per uno di quei college. Ho scelto stanford prima di pensare che era perchè non mi avrebbero mai preso da un'altra parte, perchè   sapevo che sarei mai stata ammessa neanche all'università degli scimpanzè.
Stanford è un'ottimo college, l'ha frequentato mio padre ed è vicino S. Francisco. Che altro vuoi di più dalla vita? Ah già, essere ammessa!

martedì 21 febbraio 2012

Le vie dei colori

Io sono letteralmente innamorata degli smalti, ne compro in continuazione e adoro cambiarne almeno uno a settimana. A volte non sono ispirata, lo ammetto, e faccio più danni che altro alle mie mani, ma altre volte mi sento veramente fiera del colore che scelgo e mi contemplo le mani per giorni e giorni (fino al giorno dopo in realtà, quando, con profonda tristezza lo rovino).
Prometto che tenterò di fotografarmi le mani prima che siano inguardabili, nel frattempo una bella carrellata dei miei innumerevoli smalti!





giovedì 5 gennaio 2012

All i want for Xmas is you

Ma buongiorno! Mi sono appena svegliata e sto ancora sorseggiando caffè e ingurgitando pancakes (e irrimediabilmente sporcando la tastiera di sciroppo, direi), ma ci tenevo a condividere e mostrare i miei adorabili regali di Natale. Lo so, le feste sono ormai agli sgoccioli, personalmente non oso neanche guardare i biglietti aerei che sono sulla credenza perchè mi ricordano che sabato... è la fine! si ritorna a casa e non mi va, non mi va, non mi va!!
Quindi facciamoci un po' d'animo ripensando alle splendide feste trascorse (e a quella di domani, che è la mia preferita slurp! ).
Quest'anno ho ricevuto soprattutto libri, in inglese e in italiano, ma anche vestiti, tanti tanti vestiti, alcuni esplicitamente richiesti. Cominciamo!


Michaela schwarz, un tango a Manhattan (it)

; non ho ancora avuto modo di iniziarlo ma pare carino. Bravo il mio fratellino Alex *-* e poi Manhattan :Q__
Anonimo, sweeney Todd; (it) questo era richiesto e i miei genitori mi hanno accontentata. è una storia che mi ha sempre affascinata e a Natale ho fatto cessare tutti i canti e i giochi per sincronizzarmi sulla tv italiana e vedere il musical. "There was a barber and his wife
And she was beautiful...."
Julia Navarro, the Bible of Clay; (en) mah questo mi è arrivato da una zia che non sapevo di avere. sembra interessante, anche se non è il mio genere e soprattutto per questo.

sophie Kinsella, shopaholic & sister;  (en) io adoro questa scrittrice, mi fa fare sempre un sacco di risate! ho già letto dei libri di questa saga e non vedo l'ora di iniziarlo! e poi sono un po' shopaholic anch'io :)

Cecelia Ahern, scrivimi ancora (it); anche questo mi sembra stupendo, la trama mi ha colpita subito e anche il modo di scrivere della Ahern, della quale avevo già letto Ps: i love you

Crema idratante Nivea; il classico regalo di quei parenti che non sanno cosa farti, però mi piace: all'interno è blu-celeste e lascia davvero la pelle fresca e idratata :)
Braccialetto Brosway;  fantastico, stupendo, non ci sono parole per descriverlo e la foto non riesce a rendere la  brillantezza del graditissimo regalo del mio ragazzo.... lo amo *-* (il braccialetto, ovviamente)
Borsa in pelle Marc by Marc Jacobs; è dallo scorso 26 dicembre che me la sogno la notte e finalmente i miei me l'hanno regalata! stupenderrima!


Cappottino Zara; mia sorella Rory sa sempre cosa mi piace e anche stavolta ha azzeccato in pieno anche senza che le dicessi niente. Purtroppo non sono riuscita a scattare una foto decente quindi l'ho cercato su Polyvore, forse non è proprio esattamente così ma quasi.
Berretto d'angora, Zara; regalo della mia amica stef. Lo adoro, stranamente mi sta quasi bene (e io non ho assolutamente la faccia da cappello nè tantomeno i capelli, che sono abbastanza corti e spesso sembro una deportata). E poi il colore *-*
stivaletti alla caviglia, Zara; anche questi li desideravo immensamente ma, sebbene avessi setacciato i negozi di mezza Europa, non riuscivo mai a trovarli o mancava il mio numero. C'era bisogno della genialità di mio fratello Angelo *-* (con l'aiuto di Rory, ne sono certa)
Maglioncino Topshop; da parte di mia cognata Carol, mi piace soprattutto il colore *-*

Felpa, Topshop; adorabile! semplicemente adorabile! Mi piacciono tantissimo le felpe e l'abbigliamento sportivo ma ho sempre il terrore di sembrare sciatta... con questo non potrebbe mai capitarmi! Grazie nonnina *-*




skinny Jeans, gap; meravigliosi e calzano benissimo, li ho già indossati per una cena da amici e me ne innamoro ogni giorno che passa. Anche questo regalo di quella pazza di mia nonna, che vive a s.Francisco e conosce tutti i miei negozi preferiti.
Vestitino French connection; meraviglioso regalo della fidanzata di mio fratello, che da poco è stata a Londra e ha pensato a me. Non sono riuscita a trovare una foto migliore, comunque il mio non è di questo colore ma bianco. Immaginate *-*
Gonna "Maura", Abercrombie; la mia amica Ren mi conosce perfettamente e l'ultima volta che abbiamo fatto shopping insieme ha notato lo scintillio nei miei occhi appena l'ho vista.
Xmas gifts
Vestitino e Poschette in pelle, Topshop; mamma mia e cos'è quella borsa! davvero splendida, volevo saltare addosso a mia madre e riempirla di baci (cosa che, in realtà, ho fatto).