Mi chiedo perchè sia così difficile dire la verità. Insomma, si presuppone che elaborare una scusa richieda uno sforzo cerebrale più arduo, soprattutto per gli specialisti che curano ogni dettaglio con minuzia, invece pare che mentire sia una delle attività preferite dalla maggior parte degli individui. Una sorta di pane quotidiano. Descrivi una tua giornata tipo: mi alzo, faccio colazione e elaboro la scusa da fornire al mio capo per il ritardo. Prendo la metro, arrivo in ufficio e penso a cosa inventarmi quando il mio fidanzato mi chiederà di uscire stasera. E sono sveglia da neanche un'ora!
Forse è così difficile dire cosa si pensa perchè si è giunti a un punto in cui non si distinguono più i pensieri propri da quelli che ci sono stati inculcati da qualcun altro. Le nostre idee si mescolano a tal punto con quelle della tv, di internet, degli amici, dei genitori da rimanere occultate in un angolo, sovrastate da altre che, accordandosi con quelle della maggioranza, ci fanno apparire più interessanti agli occhi delle persone che frequentiamo.
Mentire dovrebbe apparire tra le nostre attività, su Facebook. Tra i nostri interessi e anche tra la musica preferita. Non a caso ascoltiamo e condividiamo canzoni che parlano di amore e sentimenti, e valori, di cui ignoriamo il significato. Così, le nostre emozioni diventano più opache causa del velo di superficialità che le avvolge.
Non sappiamo cosa ci piace e cosa no, oppure cambiamo idea a seconda delle situazioni. “Ti piace la marmellata?”. E tu vorresti dire di sì, che la adori e ne mangeresti in quantità industriali. Invece “Nooo, che schifo, sono a dieta! Prendiamo un aperitivo? Voglio sballarmi!”.
Senza pensare che l'alcool, sebbene si beva, ha un discreto apporto calorico. Perchè nessuno ci ha detto di pensarlo.
Viviamo in una società di condizioni e suggestioni, dove è impossibile esprimere un punto di vista senza che prima lo faccia qualcun altro. Al ristorante, aspettiamo prima che tutti ordinino, e poi ci accodiamo all'ultima richiesta senza sapere neanche cosa sia. “Io prendo un'insalata di mare”. “Una bistecca”. “Una pizza cipolla e maionese”. “Anch'io”. “Tre”.
Non siamo in grado di stabilire soggettivamente cosa vogliamo, cosa desideriamo mangiare in quel momento e siamo troppo preoccupati del giudizio altrui e di non corrispondere i gusti dei nostri “amici”. Poi, andiamo a casa e condividiamo link su Facebook “Non mì ìnteressa deglì altrì, voglìo solo tè”. “è cUaNdO mI mEtTo iN tEsTa cUaLkOsA..MOLTO diFfIcIlMeNtE MOLLO!!!111”
Mi chiedo a chi sia venuta la felice idea di sopravvalutare la i accentata, perchè è stato davvero un genio. Il fenomeno si è diffuso a macchia d'olio. E, se è lo stesso che ha fatto la scoperta delle maiuscole e ha deciso di usarle alternandole alle minuscole, merita il Nobel.
Visto
che ormai siamo in ballo... vogliamo parlare del fatto che la lingua
italiana stia cadendo in una tale decadenza che presto il congiuntivo
uscirà dalle nostre grammatiche? Se la maggior parte della gente non
ne fa uso, è giusto che la lingua si evolva e si adegui alle
esigenze degli italiani. Non capisco perchè ho usato un termine così
improprio come “evolversi”.
Sarebbe
più semplice dire le cose come stanno, se sapessimo davvero come
stanno le cose. Abbiamo i sensi otturati e tutti gli impulsi giungono
al nostro midollo spinale già filtrati. (Parlando in termini
profani, ma “mi hanno detto” che è così che funziona). Una
volta era a lui che arrivavano gli impulsi dall'ambiente esterno, ed
era lui ad indirizzarli al resto del corpo e al cervello. Ho sentito
in giro che i midolli spinali di tutto il mondo stanno organizzando
un grande sciopero previsto per venerdì perchè non trovano più
lavoro e la loro vita non ha più senso. Inutile dire che il fautore
della protesta è l'apostolo Tommaso, del quale nessuno ormai se ne
frega un cazzo.
N.B: il titolo si rifa a un canzone del grande J.ax