lunedì 27 agosto 2012

"Mr. Cellophane": la tragica avventura dei libri usati



Quando il calendario inizia a segnare gli ultimi giorni di agosto, vado sempre in panico. Primo, perchè l'estate sta finendo, e questa è già una tragedia abbastanza considerevole. Secondo, come immediata conseguenza, la scuola comincerà tra esattamente 18 giorni.
In ultima istanza, ciò che mi assilla in questo periodo è mia madre che mi intima di liberarmi dell'enorme pila di libri dell'anno precedente che, così come non li ho mai usati, non dovrei più usare quest'anno.
Per tutta l'estate quei libri giacciono abbandonati nello studio, buttati alla rinfusa e alcuni ancora nello zaino. In qualche noiosa giornata di luglio avrò anche pensato di dar loro una sistemata, idea subito accantonata per la legge che vieta di toccare i libri scolastici quando si è in vacanza. Quando mi prendono questi attacchi di pulizia da brava alunna e figlia modella, per rinsavire di solito prendo una bella bibita ghiacciata e la nuova copia del Topolino o di Vogue e me ne vado in terrazzo a sdraiarmi al sole. Non c'è niente di meglio per curare la sindrome da brava ragazza.
Tuttavia, quando la fine di agosto si avvicina, il mio confronto con "loro" è ormai inevitabile. Innanzitutto perchè mia madre si affretta ad andare a Napoli a comprarmi i nuovi libri a un prezzo più vantaggioso (?) e diventa necessario trovar loro un posto nella mia libreria strapiena.
Così, mi tocca tirarli fuori dallo zaino, censire quelli che vanno conservati "nell'eventualità mi servano in futuro" (bah...), quelli in condizioni così pietose da non essere degni neanche dell'immondizia e quelli, pochi, che sono ancora in grado di essere venduti come usato accettabile. Ovverosia, quelli che conservano più o meno tutte le pagine e un accenno di copertina.
Ma la domanda che mi tormenta, dopo aver compiuto la selezione, è "e ora che me ne faccio?". Chi di voi frequenta la scuola superiore può capire le mille difficoltà che incontra un libro usato a diventare il libro nuovo di qualcun altro. Nessuno li vuole!
Io sono stata fortunata - relativamente- perchè la maggior parte dei libri li ho sempre comprati da mia cugina, che frequenta la mia stessa scuola, stessa sezione, un anno avanti a me. O meglio, lei è stata fortunata perchè ogni anno aveva un'acquirente sicura.
Ma io, povera proprietaria asociale di libri, non conosco quasi nessuno dei ragazzi della mia scuola più piccoli di me. Come se non bastasse, dopo aver consultato la lista dei libri in adozione, mi sono resa conto che sono completamente cambiati a distanza di un solo anno. Anzi, nove mesi.
Com'è possibile ciò?
La mia famiglia spende in media almeno 600 euro all'anno per ogni figlio per acquistare i libri. Si spera che l'anno dopo, dalla vendita dell'usato, si ricavino almeno 100 euro per compensare la spesa, e invece tutto ciò che ricaverò quest'anno saranno circa 15 euro.
Ma dico io - e diceva anche il telegiornale qualche giorno fa- che bisogno c'è di cambiare il libro di matematica ogni anno, adottando la nuova edizione aggiornata e modificata e con la copertina dorata? Sono stati fatti aggiornamenti fondamentali di cui ignoro l'esistenza? Due più due non fa più quattro e i triangoli non si disegnano più con tre lati?
Dante è per caso tornato in vita per modificare il verso n. 39 del Purgatorio e ora tutti gli alunni devono imparare la nuova versione? Napoleone è stato trovato naufrago a Sant'Elena per poi morire il 29 febbraio a Ibiza?  Nerone ha deciso di non incendiare Roma perchè è diventato vegetariano e non apprezza la carne alla griglia? (questa è cattiva...)
Ma fatemi il favore!!
Come se non bastasse, quando mia sorella ha fatto l'esame di Stato, a giugno, i professori si sono lamentati che gli argomenti delle tesine fossero banali e monotoni... ma se i programmi sono sempre gli stessi, perchè i libri si devono cambiare?
In ogni caso, io sono temeraria e non mi arrendo. Ho già consultato le liste dei libri di tutte le scuole della penisola e ora sono alla ricerca di un elenco di nomi e indirizzi di tutti gli studenti da Sorrento a Vico per perseguitarli con le mie offerte imperdibili. Sono una stalker, insomma.
Non contenta di riuscire a vendere solo 3 libri - se trovo chi se li compra- mi sono anche data al commercio via Internet. Peccato che lui non ricambi il mio amore.
Ho visitato vari siti e mi sono registrata a tutti (ho pensato, chissà che con la registrazione mi accettino più facilmente nella loro cricca e si prendano i miei tomi vecchi e stravecchi).
Il primo tentativo è stato http://www.libraccio.it/ . Sito davvero geniale: ti registri, mandi una lista dei libri che vuoi vendere e loro se li vengono a prendere senza farti troppe domande. Ti pagano come ti pare - tranne che in natura- e con i soldi guadagnati puoi anche acquistare nuovi libri con uno sconto del 10%. Con una spesa di almeno 29€ la spedizione dei libri comprati è gratuita e con almeno 39€ ti danno il diario in omaggio. Perfetto, insomma.
L'unica pecca è che i libri miei non se li fila nessuno. Ho passato un pomeriggio intero ad inserire codici isbn (cosa mica facile, considerando che sono 13 cifre e i miei occhi non sono proprio da falco...) per poi veder comparire,  dopo ogni operazione, la simpatica scritta "siamo spiacenti, non siamo interessati all'acquisto del tuo libro". Gli unici a cui "siano interessati" sono il libro di inglese e di letteratura italiana, pagati rispettivamente 22 e 37 euro e per i quali mi darebbero la modica cifra di 15 euro. Tolte le spese di spedizione, mi resta 1 euro e 29 centesimi -.-' .
Tuttavia, sono ancora convinta che questo sito sia perfetto per chi non ha dei libri come me, impopolari e antichi.




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